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sabato 15 gennaio 2011

Aria Secca | The Heavy and The Light | 1 Opera

Se confrontiamo, tra di loro, i componenti chimici H2O e N, O, Ar potremmo rilevarne una netta discrepanza estetica. Non c’è da fidarsi degli insiemi, esteticamente piacevoli ma, poco assortiti. Ad esempio l’H20, vapore acqueo, è netto, è fermo, sta là, è anche pesantuccio, statutario, monolitico. Esso non detiene il ventaglio di possibilità, invece, che possiede la trafila N (azoto), O (ossigeno), Ar (argon). Aria Secca, così si auto-battezza Tommaso Freda, un encomio alla presunta leggerezza che in realtà è mera pesantezza, quella pesantezza reale che spesso sbeffeggia nascosta dietro la sua stessa essenza. Amatore di dicotomie e di contraddizioni, Freda si relega agli albori, alle matrici primordiali, per dare un senso a ciò che attualmente non ne ha. Scolpisce, inarca, rompe la materia cercandone la non-materica e così fra le tante sfaccettature si avvale di una poliedricità costituente. Una maschera di vetroresina, una maschera d’oro, traveste una testa di terracotta. Ingegnoso sarebbe poco per descrivere un atto prominentemente di denuncia. Il barlume e la grettezza si incontrano dando scena ad uno spettacolo quotidiano: una realtà travestita a festa. Una finta festa di culi e tette sparsi negli schermi, di fellatio nascoste nei più orrendi e squallidi sgabuzzini di questurini senza cognome, di una politica falsa, di nani che sono buoni solo per apparire in film porno di serie zeta. La maschera di Agammenone celebra la morte della costituzione, della fermezza, di ciò che permane, di ciò che tenta di produrre, di una realtà che non ce la fa senza essere boicottata dal più becero mercante d’armi. Ed allora si fa festa per dimenticare, per non pensare, ridiamo noi salassatori della società, che ce ne importa, facciamo festa, mettiamoci le maschere così nessuno ci vede. Vedo oltre la maschera, essa è l’interfaccia della realtà, di una realtà cupa che non vuole affrontare le proprie oscurità. Una maschera che fa chic indossarla, come fa chic non mettersi in discussione, facendo finta che tutto ciò che è attorno non appartiene. Un volersi alleggerire indossando altre pesantezze, soluzione effimera e spesso poco intelligente. Il buon Freda, in questo caso, demiurgo materico è alle prese con adombramenti chimici, forse per proporre soluzioni semplici e fattibili ma, egli stesso si rende conto che per travestire ci vuole ben altro della leggerezza.



1 Opera
Via Vincenzo Bellini 26, Napoli
Inaugurazione 14 Gennaio ore 19
Dal 14 Gennaio al 10 Febbraio
Lunedì - Venerdì
Ore 12.30 – 18 30
A cura di Mariano Ipri, Giuseppe Ruffo, Pietro Tatafiore